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Abbinamenti cibo vino 1.

24/07/2017

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Sei regole a uso quotidiano che vi faranno divertire senza impazzire!

Le regole per abbinare il cibo al vino sono tante.
Regole spesso ingarbugliate, soggettive e, per questo, ancora meno chiare al normale consumatore o a chi vuole semplicemente giocare con il proprio gusto.
Anche se argomento complesso, possiamo tenere conto di alcuni riferimenti validi quando avete in mano una bottiglia di vino e dall’altra un piatto del vostro cibo preferito.
Spesso i super esperti usano termini come succulenza, grassezza, untuosità e acidità: parole incomprensibili per molti.
Provo a semplificare con un linguaggio semplice e riassumere il tutto in sei regole da usare come “Pronto Soccorso” della tavola.

1. Avete cibi speziati e piccanti?
Usate vini con un residuo zuccherino o dal tenore alcolico importante.
Alcol e la naturale dolcezza di un residuo zuccherino vi aiuteranno a soddisfare il vostro piccante desiderio.
Alcuni vini adatti ai cibi piccanti sono: Primitivo, Amarone e Burson etichetta nera, vino romagnolo ottenuto da uve Longanesi.

2. Cercate di non litigare con i dolci.
Con i dolci, infatti, è meglio “concordare”.
Evitate un bianco secco con un dolce alla crema. Per i dessert è meglio stare su vini altrettanto dolci. Le eccezioni sono poche.
Dalle torte alle basi con cacao usate vini dolci anche in versione spumante.
Se il vino è meno dolce del dessert, il vino stesso vi apparirà sfibrato e di poco slancio.
Tra vino e piatto, quindi, assicuratevi di avere un dolce di pari valore. Usate, ad esempio, moscati dolci in versione spumante e passita, un Recioto della Valpolicella soprattutto se amate le preparazioni al cioccolato. L’Italia è piena di vini passiti fantastici.

3. Grasso e unto? Rispondete con acidità e tannino.
In questo caso il vino vi terrà pulito il palato.
Per intenderci, un Merlot o un Sangiovese con carni alla griglia o una frittura di mare con un semplice Chardonnay.
A proposito di pesce, meglio con i bianchi. I piatti di pescato vanno d’accordo con l’acidità di un vino ma difficilmente col tannino.
Se non siete esperti, per non fare errori preferite una Garganega, un Kerner, un Romagna Pagadebit, un Inzolia o un Verdicchio.

4. Se amate i vini rossi quanto mangiare pesce che almeno siano freschi di acidità e leggeri di alcol e, sopratutto vinificati in acciaio.
Un esempio: Sangiovese annata, fresco e profumato, un grignolino o un bardolino utile anche per grigliate di pescato.
Importante: evitate di mettere l’Amarone con le sogliole. In questi casi se avete dei dubbi rifugiatevi in un rosato. Sono vini versatili, utili alla tavola per accompagnare non solo il pesce ma anche le carni bianche e un’infinita serie di preparazioni della nostra cucina.

5. Anche con le carni possiamo abbinare vini bianchi.
Non credete alla combinazione carne e vino rosso a tutti i costi.
Carni di coniglio e pollame hanno i loro vini bianchi utili per esaltarne il gusto. Un coniglio con un’Albana tradizionale di Romagna nella versione secca o certi vini bianchi che giocano sulle ossidazioni o su leggeri passaggi nel legno sono delle valide soluzioni.

6. Se avete un piatto tendenzialmente acido, pensate ad esempio a ingredienti come il pomodoro, utilizzate un vino che abbia abbastanza acidità.
All’acidità opponete l’acidità. Un vino meno acido rispetto al piatto apparirà debole al palato.

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