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Wine Consultant

Fabio Magnani

fabio_magnani


Quello che dicono gli altri.

Fabio Magnani è un libero professionista tra i più preparati selezionatori internazionali di vino.
Buyer, esperto di mercati vinicoli, è punto di riferimento per importatori, esportatori e distributori nazionali e internazionali e svolge attività di consulenza anche per piattaforme commerciali e aziende vinicole.
Le principali zone di azione sono: Italia, Singapore, Hong Kong, Cina.
Collabora con le aziende vinicole per la risoluzione dei problemi di prodotto e di mercato.
È buyer e consulente vini di Vinitaly Wine Club e blog manager.
Selezionatore vini e responsabile ricerca e sviluppo mercati esteri per PapaWine per il mercato orientale.
Giornalista, attento assaggiatore, docente, esperto di trend di mercato, la sua formazione è continua.

– giornalista iscritto all’Albo dal 2001
– giornalista ASA (Ass. Stampa Agroalimentare) e Fijev (Fédération Internationale des Journalistes et Écrivains du Vin)
– socio ONAV (Org. Naz. Assaggiatori Vino) dal 2002
– membro AIS (Ass. It. Sommelier) dal 1996 al 2007

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Quello che dico io.

In realtà io sono sempre stato un appassionato di vino. Da sempre mi verrebbe da dire. Vengo dal mondo della ristorazione, ero un ragazzino, e la mia storia è stata arricchita da coincidenze lavorative che da sempre mi hanno permesso di crescere nell’ambiente che amo di più: il vino.
Da appassionato frequentavo tutti i corsi delle varie associazioni di settore ma non pago preferivo stare con enologi e produttori di vino. Continuavo a frequentare corsi extra associazioni dietro suggerimento degli amici enologi e produttori. Frequentando gli stessi corsi dei tecnici ho cominciato ad avere una visione e una consapevolezza più ampia del mondo del vino. Nel frattempo avevo cominciato a selezionare il vino per i locali dove lavoravo.

A breve amici ristoratori mi chiesero di aiutarli nelle scelte. Erano gli anni del boom del vino e se non sapevi nulla di questa materia era difficile lavorare. La gente beveva solo se dietro al bancone c’era professionalità.

Per lo stesso motivo, anche agenti di commercio e distributori cominciarono a chiedermi di selezionare per loro i vini giusti in base ai loro mercati, alle esigenze di moda e di prezzo. Non potevo fare altro che iniziare a occuparmi del marketing del vino, allora non c’erano nemmeno gli strumenti per farlo e si andava molto a intuito e frequentavo corsi di vendita, sviluppo commerciale, comunicazione che poi dovetti riadattare al mondo del vino. Utile in questo caso le frequentazioni e l’amicizia con le persone che all’epoca erano i responsabili commerciali di successo di grandi aziende e che mi hanno dato la possibilità di frequentare i corsi interni nelle loro stesse aziende che già avevano sviluppato studi di marketing sul vino. Tutte cose di cui oggi, invece, si parla quotidianamente.

Cominciarono anche le prime collaborazioni con riviste e giornali, da lì a breve l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Giornalisti e le iscrizioni alla stampa agroalimentare e a quella internazionale. Stavo unendo competenze specifiche che sul mercato erano difficili trovare. Conoscenze di cantina, di campagna, di analisi sensoriale, marketing e vendite senza dimenticare la parte della comunicazione cominciavano a intrecciarsi.

Avviai ricerche all’estero. Cominciai col Cile per pura curiosità. Andai in Cile in un momento dove ancora internet non aveva la forza di oggi e organizzai il primo viaggio a “colpi di fax”. Girai e studiai tutta la zona vitivinicola del Cile. Conoscenze fortunate mi portarono a entrare subito in contatto con diverse decine di aziende e fui subito coinvolto in un turbinio di studi assieme agli enologi e tecnici specializzati cileni e internazionali. Fui chiamato perfino dal ministero delle politiche agricole e forestali cileno. Un’esperienza che portò poco dopo alla pubblicazione di un libro, l’unico distribuito da Feltrinelli.

Ritornai ancora in Cile e poi Argentina sempre per studiare, assaggiare e venni in contatto con grandi degustatori cileni e argentini, alcuni veri campioni internazionali. Fu dal Cile che iniziarono le mie prime esportazioni di vini cileni e argentini verso l’Italia in società con altri. E fu in quel momento che cominciai a scoprire dinamiche commerciali che ancora mi sfuggivano. Scegliere i vini giusti non bastava, servivano ricerche di mercato precise per avvalorare quelle scelte. Serviva costruire una rete di agenti e occorreva conoscere anche questi aspetti. Fu davvero dura. All’epoca tutti gli agenti volevano vendere vino perché era facile. Bastava dire che avevi vino e lo vendevi. Mi trovai quindi a dover fare formazione vera ai miei stessi agenti affinché si differenziassero, anche perché l’idillio del vino stava per terminare e pochi se ne erano accorti. E senza basi specifiche la pena era soccombere.

Dividevo il mio tempo tra il supporto vendite coi miei viaggi in Cile dove andavo per fare i primi tagli sui vini che servivano al mio mercato. Mi appassionai anche a quest’aspetto del taglio in relazione ai mercati.
Le richieste dall’estero cominciarono poco dopo questi viaggi in Cile e Argentina. Distributori, importatori volevano che selezionassi per loro i vini, che facessi gli studi di mercato e supporto vendite. Accettai perché non potevo farne a meno, la curiosità era tanta ed io volevo saperne sempre più. Inoltre la parte vendite m’incuriosiva forse anche solo per il fatto che a me vendere piace e mi diverte e la considero una competenza che dovrebbe far parte di tutti.

Ho continuato nei miei studi, nei miei errori, nelle frequentazioni e di certo non ho intenzione di smettere, il mondo del vino mi piace perché è una materia viva, in continuo movimento. Non basta conoscere la parte di cantina o del vigneto o delle vendite. È un mondo così intrecciato che per poterne fare parte al 100% devi essere così appassionato da farti coinvolgere totalmente per conoscere tutto quello che si può. Viaggiare per confrontarsi in ogni settore del pianeta vino è una delle esperienze più belle che possano capitare a chi ama questo settore. All’epoca, da ragazzino, da dietro il bancone del mio locale sognavo queste cose. Immaginavo quanto potesse esserci là fuori da imparare su questo liquido ma mai avrei pensato a un’esperienza a del genere.

Nonostante i corsi e le lauree di settore credo che il mondo del vino sia uno di quei settori così complessi che oltre ai corsi si debba unire esperienza diretta. Devi capire se quello che stai studiando serve davvero e può portare risultati, devi sporcarti le mani in cantina, in vigna, devi bussare alle porte e molto altro e solo per capire se sei sulla strada giusta. Il vino è forse l’unico prodotto che si vende ancora sul marciapiede.