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Freschezze dal Bosco Eliceo: vini leggeri nati dalla sabbia

Freschezze dal Bosco Eliceo: vini leggeri nati dalla sabbia

Quando si parla di vini delle sabbie o di Bosco Eliceo si intende l’unica zona vinicola che si trova in provincia di Ferrara. Un’area che parte dalle bocche del Po a Goro e si estende in direzione della s.s. Romea e della s.s. 16 Adriatica verso la costa fino a Tagliata di Cervia in provincia di Ravenna.

Una zona che non gode del plauso che meriterebbe dal momento che non da vini strutturati o comunque vini al di fuori, forse, dei soliti canoni modaioli.
Si tratta di vini che si caratterizzano per semplicità di beva e che presentano una buona finezza con profumi leggeri, piacevoli e centrati su sentori fruttati e floreali.
Al palato la struttura è misurata e limitata a una freschezza accesa e, come nel caso del Fortana, vitigno principe della zona, un tannino fruttato dalle doti rustiche. 


C’è da dire che l’area del Bosco Eliceo da un punto di vista storico e culturale ha origini antiche se si pensa che tutto potrebbe essere cominciato, come narrano alcuni riferimenti storici, da Renata di Francia che andando in sposa al Duca Alfonso d’Este II portò con sé alcune viti di “uva d’oro” oggi chiamata Fortana.
Sicuramente basilare, in un passato ancor più remoto, è stata la presenza Etrusca e Bizantina che ha introdotto le prime tecniche di coltivazione e vinificazione ma, altrettanto fondamentale, il lavoro dei frati Benedettini che edificarono conventi a Pomposa e a Classe bonificando, così, la zona attraverso l’introduzione di pratiche agricole adatte alle particolarità dei terreni sabbiosi e ricchi di minerali sciolti.
Le viti, nei terreni sabbiosi trovarono il loro habitat ideale che ha permesso loro perfino di resistere alla devastazione di fine ‘800 della fillossera, che fa sì che e oggi nel Bosco Eliceo ci siano viti su piede originale e non innestate su piede americano. 

Il vitigno più rappresentativo della zona è sicuramente il Fortana anche se non è l’unico ad essere coltivato. Anticamente era chiamato Uva d’oro e si pensa che il nome derivasse dalla zona di provenienza: la Cote d’Or francese. C’è chi pensa, invece, che il nome derivi dalla generosità dell’abbondante produzione della pianta che per questo potrebbe essere stata chiamata in seguito “fruttana” cioè che da molti frutti.

Le produzioni provenienti dal Bosco Eliceo comprendono, oltre al fortana frizzante, il Bianco del Bosco, un uvaggio composto da Trebbiano romagnolo e Malvasia di Candia che ha un profumo delicato e leggero dove si riconosce una tendenza aromatica molto tipica attraversata, al palato, da una nota sapida.
Il Sauvignon, in purezza nella versione fermo e frizzante, dai sentori delicati dov’è facilmente riconoscibile il caratteristico aroma varietale dell’uva.

Infine, da citare un Merlot in purezza caratterizzato da un titolo alcolometrico minimo di 10,5 % che si presenta con un rosso rubino di buona intensità cromatica che evidenzia profumi di frutta boschiva dalle sfumature erbacee. Perfetto se abbinato a piatti di salumi o antipasti tipici della zona grazie alla struttura semplice e immediata.
Se tra gli esperti di vino il Fortana non ha mai esercitato tanto fascino oggi, pare che qualche piccolo produttore cominci a vinificare vini degni di nota. Vedremo in futuro cosa risorgerà da quelle sabbie.