Mondo food

Il sushi e il Giappone

24/07/2007

Il Giappone è un paese affascinante ed intrigante in tutte le sue sfumature, dove i colori si armonizzano naturalmente con le forme create dalla natura e con quelle volute dall’uomo.
L’arte di vita giapponese sta nel dare esistenza alla semplicità in tutte le cose. È una semplicità creata seguendo regole millenarie. Per i giapponesi tutto deve essere armonia, un equilibrio costante ed infinito che pare fondersi con le impalpabili leggi universali. È una sorta d’energia sottile e misteriosa che muove il Giappone, che rimane avvolto così, in un alone di riservatezza che lo rende seducente.

Questa mentalità, diretta alla ricerca dell’armonia e di tutto ciò che rende speciale e unico la s’incontra anche nella cucina del Sol Levante.
Alla prima occhiata, la preparazione finita di un piatto di quest’originalissima cucina sembra molto semplice ma, un osservatore attento, si renderà conto che dietro quel piatto si nasconde uno studio e una preparazione che ha il sapore dell’incredibile.

I cuochi studiano anni e mai smettono di praticare l’arte del sushi.
Utilizzano coltelli affilatissimi preparati secondo i crismi degli antichi samurai. Si muovono con destrezza e abilità ed in pochi istanti materializzano un piatto che contiene i colori ed i sapori dell’armonia universale.
Tra i fondamenti della cucina nipponica, c’è la ricerca di prodotti specifici che hanno un significato sia nel nutrimento sia nel legame con il divino, che in questo paese prende il nome di Buddha. Con l’affermarsi del Buddismo (tra la fine del III secolo D.C e gli inizi del IV), si affermano anche le regole che stabiliscono l’utilizzo dei cibi, primo fra tutti il divieto o, per meglio dire, il suggerimento di non mangiare carne d’animali a quattro zampe.
La conseguenza di tutto questo è uno sguardo verso il mare, ricco di un alimento che rivoluzionerà il modo di cucinare giapponese: il pesce.
Il sashimi, pesce crudo condito con salsa di soia, e il sushi, che si compone di piccoli rotoli di riso bianco insaporito da aromi e, ancora, pesce crudo, non sono altro che intuizioni nate nell’antichità e giunte fino a noi dopo svariate elaborazioni.
L’attenzione, però, non è solo per il pesce in quanto tale, ma anche per crostacei, molluschi e per tutto ciò che anima le acque che abbracciano il Giappone, alghe comprese.
Altro ingrediente fondamentale, sono le verdure – in particolare la soia-, gli ortaggi, le erbe aromatiche e certe qualità di fiori che insieme formano nel piatto la melodia che accorda la terra ed il mare in un’unica nota.
La soia, gode nelle cucine nipponiche di un’importanza fondamentale, infatti, è utilizzata per creare salse da condimento, pastelle e alimenti come il tofu e il miso. Il primo, paragonabile a un formaggio a pasta molle, è il protagonista di moltissime preparazioni culinarie; il miso, invece, è una specie di pasta dura ricchissima di minerali disciolta – per insaporire-, molte zuppe, l’altra colonna portante del mondo culinario giapponese.
La maestria dei cuochi del sol levante unisce il sapore, i colori ed il nutrimento della natura, formando nel piatto una semplicità che porta il sapore dell’infinito giapponese.
Cosa abbinare a questo genere di preparazioni? Usate vini bianchi secchi, freschi e non troppo profumati. Giocate in tavola con un Vermentino, un Roero Arneis magari di due anni, un verdicchio di Jesi o un Kerner e perché no un Müller Thurgau appena aromatico e un Silvaner.

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