Mondo food

L’ OGM parte dal Friuli

25/07/2010

La stupidità umana non ha davvero limiti soprattutto quando si parla di salute. Esempio di questa ignoranza senza confine prende forma tra le file dell’Associazione Agricoltori Federati di Pordenone.
Hanno scelto il giorno giusto, il 25 aprile, e si sono filmati nell’atto di seminare mais OGM vantando il gesto sotto la bandiera della disobbedienza civile perché ognuno, a loro dire, è libero di piantare ciò che vuole.
Un gesto che andrebbe meglio definito di “strafottenza civile” che ignora un decreto del ministro Zaia che vieta coltivazioni OGM ed una serie di studi scientifici ed economici che denunciano i danni derivanti dall’uso degli sessi.
Hanno avuto anche il coraggio di filmare la loro ignoranza e metterla sul web a disposizione di tutti.

È vero, ognuno semina ciò che vuole, ma non a danno della salute della collettività.
Basterebbe leggere gli studi pubblicati sulle riviste scientifiche, non ultimo quello effettuato in Russia su tre generazioni di criceti nutriti con quantità controllata di soia OGM.
I risultati sono sconcertanti; se nei gruppi di criceti nutriti “secondo natura” tutto è andato bene, negli altri, invece, vittime dell’alimentazione OGM, si sono riscontrati problemi nei nascituri di seconda e terza generazione che non raggiungevano la maturità sessuale mentre, sulla lingua, cresceva loro del pelo.
Prima dei russi gli austriaci hanno eseguito un esperimento simile che faceva il focus sull’aspetto generazionale nutrito a OGM.
I risultati sono stati simili.

Il mais piantato il 25 aprile in Friuli da parte degli incuranti agricoltori è quello etichettato “mon 863” con brevetto “Monsanto”. Si tratta dello stesso mais autorizzato, purtroppo, dall’unione europea per nutrire animali destinati alla alimentazione umana e che risulta essere tossico per reni, fegato e intestino.
Modificare geneticamente significa intervenire nel dna di un organismo con un gene estratto da un altro essere vivente.

Ora, siamo davvero pronti a mangiare cibo modificato col gene di uno scorpione, di una medusa o di uno scarafaggio come fa notare giustamente un dossier firmato “Greenpeace”?
Le multinazionali che si occupano di biotecnologie hanno speso miliardi per produrre sementi di questo genere sostenendo, inizialmente, che grazie al cibo OGM si sarebbero sconfitte la fame nel mondo e la povertà a vantaggio del rispetto dell’ambiente. Tutto confutato, naturalmente, da ricerche che hanno dimostrato, con i fatti, che le colture OGM sopraffanno quelle autoctone creando inoltre, problematiche dovute alla dispersione di polline che incrocia piante “normali”. Si è inoltre constata la necessità di maggiore uso di erbicidi più potenti rispetto a quelli utilizzati normalmente.
Questa “necessità chimica” dei seminati a OGM è sempre stata smentita da una parte ma non si comprende perché, dall’altra, le stesse aziende che producono sementi modificate hanno potenziato la produzione di erbicidi e anticrittogamici e obbligano, con contratto, i contadini ad acquistare gli agenti chimici esclusivamente dall’azienda che fornisce loro anche i semi.

Ecco il meccanismo che gli incauti agricoltori di Pordenone sono andati a muovere. È facile che, sempre gli stessi, nemmeno sappiano che a livello mondiale sono nate le banche dei semi finanziati dai governi che raccolgono sementi di tutta la flora autoctona del mondo per garantire le biodiversità e fronteggiare un possibile disastro ecologico.
Il fatto che ci siano delle banche di germoplasma – così si chiamano-, dovrebbe inquietare e far riflettere ancora di più degli stessi OGM. Date retta: cominciate a verificare la provenienza di ciò che mangiate perché il peggio deve ancora venire.


Immagine di Fondazione Diritti Genetici | www.fondazionedirittigenetici.org

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