Mondo food

La Palacinca

25/07/2013

La palacinca è una crespella che può essere dolce o salata che porta con sé una storia che si perde nella notte dei tempi.
Le prime notizie al riguardo le troviamo in un’iscrizione romana risalente al III secolo a.C.: periodo in cui la bontà di questo cibo raggiunse il Lazio a seguito delle campagne di guerra in Grecia dove, con il nome di plakoùnta, s’indicava una focaccia.
La civiltà ellenica conosceva già le proprietà nutritive di questo impasto di uova, farina, latte e grasso animale cotto sopra una piastra rovente. Un procedimento attraverso il quale le donne creavano una specie di frittellone ovale che poi, una volta farcito col miele e ripiegato in quattro parti come un fazzoletto, lo davano ai guerrieri per tonificarsi prima di andare in battaglia.
Il nome, quindi, deriva dal latino piacenta che stava a indicare una focaccia dolce: placentarius era, ricordiamo, il pasticcere. Il termine, utilizzato nelle province dell’impero romano, entra a fare parte, successivamente, della lingua romena nella quale ancora oggi si chiama placinta.
Nella vicina cucina ungherese diventa la palacsinta ripiena di cioccolato o marmellata come di prosciutto, funghi e formaggio. Si deve proprio agli ungheresi i cui domini comprendevano anche regioni in Slovacchia, Austria Croazia e Serbia, la diffusione di questo piatto nell’impero degli Asburgo dove assunse il carattere di palacinka nelle lingue slave e palatschinke in Austria.
Se volete cimentarvi con questo piatto procuratevi: una tazza di farina, un uovo, un cucchiaio di zucchero e uno di rum, poco sale, una tazza di latte e un po’ burro.
All’uovo sbattuto unite gli ingredienti e lasciate riposare. Imburrate la padella in modo e versate un po’ del composto in modo da creare un velo molto sottile. Cuocete per alcuni secondi, girate velocemente con una spatola e cuocete l’altro lato. Appena terminato, farcite la palacinca con ciò che più vi aggrada che sia cioccolato o marmellata o, eventualmente, un impasto salato.
Se usate un impasto salato a base di carni bianche leggere meglio usare vini tipo: Sauvignon, Verdicchio, Sangiovese annata o un Chiaretto del Garda.
Se preferite condimenti più impegnativi allora meglio con vini rossi tipo: Schioppettino, Pinot Nero o Merlot.
Per gli impasti dolci, che di solito per questo tipo di preparazione si limitano a cose semplici come marmellate e poco altro, usate vini amabili o dolci spumanti. Con un passito si andrebbe troppo oltre.

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