Lo scaffale

Lo scaffale dei vini

05/09/2017

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vini del supermercato

Lo scaffale dei vini del supermercato: l’insuperabile muro per molti consumatori.

Che cosa facciamo quando siamo davanti allo scaffale di un supermercato? Vogliamo scegliere un vino ma non abbiamo idea di come fare la nostra scelta. Per il prezzo? L’etichetta? Conosciamo l’azienda che fa quel vino? Siamo certi della sua qualità, anche se c’è scritto DOC o DOCG?
Le domande che una persona non esperta di vino si pone davanti ai “muri di vetro” dei supermercati sono tante.
Ho deciso di dare il via a questa rubrica, denominata appunto “Lo Scaffale”, proprio per dare una mano a coloro che spesso vedo esitanti nel reparto vini di un supermercato.

Purtroppo chi fa il mio lavoro tende spesso a dedicarsi maggiormente ai vini “facili” da giudicare, vini dalle ridondanze gustative, dalle armonie strampalate e dagli equilibri olfattivi al limite dell’umana comprensione.
Da lì un orgasmo… mentale e un giudizio tecnico, o pseudo tale, espresso con un punteggio incomprensibile al grande pubblico, che magari preferisce altri tipi di orgasmo e che vuole solo bere una bottiglia di vino senza spendere troppo.

Nel mondo del vino esiste una grande risorsa ed è proprio sotto casa vostra. È il supermercato che avete vicino e dove potreste trovare tante etichette interessanti come, a volte, qualche fregatura.
Prima o poi, nella vita di tutti i giorni, arriva quel momento in cui si corre al supermarket per acquistare un vino, magari per una cena improvvisa, e ci si trova davanti ad uno scaffale pieno di etichette sconosciute. Che fare? Come scegliete il vostro vino? Ne scegliamo uno a caso?

Anch’io vado ogni tanto al supermercato per capire cosa “passa” lo scaffale dei vini, perché il mondo del vino non è solo quello – passatemi il termine – degli “enofighetti”, quelli che bevono solo vini importanti, i vini dalle grandi evoluzioni olfattive o dagli orgasmici contrasti aromatici. Io con questa rubrica mi rivolgo a chi, invece, vuole bere senza troppe paranoie mentali e non vuole spendere più di tanto. Questo il motivo per cui prendo in esame i vini da 0 a 10 euro che potete trovare nei supermercati di ogni marchio e stile.

I vini di questi assaggi li ho acquistati direttamente nei diversi supermercati e in aree differenti durante i miei spostamenti di lavoro. Cerco di prendere le etichette più comuni e facili, che si possono trovare ovunque.
In tutta franchezza, per valutare queste tipologie di vini e inserirli in un contesto, oserei definire, più umano, ho dovuto spogliarmi di quello che sapevo e utilizzare un diverso metodo di giudizio.
Si tratta di considerazioni personali, legate alla mia esperienza, con un giudizio che, per questa tipologia di vini, verifica se c’è piacevolezza prima di tutto, argomento per certi versi soggettivo che spesso divide.
Al termine dell’assaggio mi sono chiesto: lo ricomprerei?
Per rispondere a questa domanda delle volte occorre davvero dimenticare quello che si sa.

A essere ancora più sinceri, però, mi sono trovato a pensare cose su certi vini che non avrei mai creduto.
Su alcuni vini che consideravo pessimi, ho trovato pulizia e piacevolezza con giusto rapporto qualità/prezzo. È chiaro che occorre accontentarsi.
Il giudizio tecnico spesso cozza con la semplice piacevolezza di un vino. Un vino molto profumato potrebbe essere, per diversi motivi, poco piacevole pur avendo un punteggio tecnico importante.
Non sono voluto entrare in questo roveto perché non aveva senso per lo scopo che mi ero prefissato, ovvero semplificare e rendere le scelte più facili per coloro che con una bottiglia di vino vogliono solo rilassarsi spendendo poco.

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