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Uno Spritz per ogni gusto

16/10/2017

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C’è una domanda che ricorre tra i molti appassionati di vino soprattutto di giovane età e interessati al bere miscelato: il vino lo posso usare anche per creare un drink?
Il vino si può e, a mio avviso poiché bevanda, si deve usare anche per il bere miscelato. Capisco, per molti è una bestemmia ma vi posso garantire che le vere imprecazioni arrivano quando vedo chi si atteggia assaggiando vini da un euro in un bel calice di cristallo.
I cocktail a base vino sono sempre esistiti ma erano composti di una delicatezza propria. Si affacciavano timidamente sul bancone di un american bar e altrettanto timidamente erano richiesti dalla clientela. All’epoca nascevano proprio per invitare il pubblico a bere un calice di vino altrimenti ruvido e acido, difficile da bere.
Pensate a un “Bellini” a base pesca bianca frullata o al “Rossini” con la fragola, solo per citare alcuni dei più richiesti.

Una volta che il grande pubblico prese dimestichezza con questo genere di soft drink o, se vogliamo, di bere vino si arrivò al punto delle preparazioni casalinghe, a volte anche solo per recuperare il vino del giorno prima.
Intuito l’affare, l’industria del soft drink cominciò a produrli in serie con l’uso inevitabile di aromi e di chimica per rendere stabile il prodotto, ed ecco che sugli scaffali dei supermercati cominciarono ad apparire alcune delle più famose preparazioni alcoliche soft prima mito degli american bar. Prodotti preconfezionati e pronti all’uso, sicuramente diversi dalle preparazioni artigianali.

Torniamo ai giorni nostri. Se c’è un drink, a base vino, che sta spopolando negli ultimi anni, invece, è lo spritz. Questa estate si è venduto più spritz che vino, o meglio, se venduto più vino grazie allo spritz. Avrete comunque capito che il vino è l’ingrediente fondamentale di questo strafamoso long drink.

Lo spritz ha preso la forma di una sorta di delirio alcolico che pare non terminare mai, un drink che si può chiedere in qualsiasi bar della nostra penisola. Le pretese sulla sua paternità sono pretese da più parti ma lo spritz, checche si dica, nasce a Venezia. Ci sono alcune fonti affidabili che indicano che molto probabilmente lo spritz nasceva nel corso delle torride e umide estati veneziane del secolo scorso, per mitigare la sete senza rinunciare a un “cicchetto” alcolico.
All’epoca si trattava di un tozzo bicchiere di vino cui era aggiunta acqua ghiacciata. La ricetta originale dello spritz era questa: vino, spesso frizzante, e acqua gelata. Semplice vero?

Oggi, invece, ci sono diverse pubblicazioni con variazioni di ricette.
Lo spritz, come tutte le bevande gradite al grande pubblico, sono soggette alla fantasia di chi le prepara e, di conseguenza, delle mode.
Tanto è vero che di questo drink esistono decine di versioni nate dalla fantasia di barman, professionisti nell’arte della miscelazione, e dai desideri, spesso contorti, della propria clientela. Un connubio di creatività e professionalità che ha fatto sì che oggi lo spritz spopoli nei banconi dei bar di tutta Italia come un cocktail multiforme e colorato che nasce da ingredienti diversi e originali.

C’è di più.
Lo spritz ha raggiunto livelli di notorietà tali che ha superato i confini del nostro paese per conquistare altri luoghi, America in primis, e l’America, si sa, è intrisa di spirito competitivo e creatività al punto tale che in pochi anni si è scatenata la passione per “Italian drink”, facendo nascere un’altra moda con l’introduzione di nuove ricette in stile americano.

Vediamo allora alcune ricette e variazioni.
Ve le indico in modo che possiate sbizzarrirvi a vostro piacimento tra le mura di casa, così potete trovare quello più vicino al vostro gusto ed evitare gli spritz preconfezionati.

Ricetta “antica” veneziana: vino bianco fermo, acqua gelata. Chi poteva permetterselo aggiungeva una scorza di limone e variava la qualità del vino.
Ricetta classica che trovate in tutti i bar: ghiaccio, vino spumante, di solito si usa prosecco, Aperol e una bella fetta d’arancia. Si aggiunge acqua gassata o soda.
Le varianti su questa ricetta sono l’aggiunta di Campari e della soda, un’acqua gassata all’ennesima potenza.
Se lo preferite alla francese, usate del vino rosato, pochi grammi di crema di ribes e colmate con acqua gassata. Guarnire con fragole.
Se vi piace il vino rosato vi suggerisco un’altra variazione: mettete in un bicchiere ghiaccio, vino rosato e acqua gasata. Immergete un ramoscello di menta e bevete dopo qualche minuto. Il tempo che la menta rilasci un po’ delle sue fragranze balsamiche.
Spritz Romagnolo: Pagadebit, 10 grammi di Sangiovese annata – non usate una riserva ma sempre un Sangiovese che esalti il frutto-, acqua gassata e sempre ghiaccio.
Tarocco Spritz: è ricetta di una brava bartender newyorkese, forse tra i più macchinosi.
Usate gin, succo di limone, arancio, liquore Cappelletti – che ricorda il vermouth-, sciroppo di vaniglia e prosecco.

Le dosi.
Le dosi sono importanti e raccomando, soprattutto se lo preparate a casa, di rispettare la tradizione, anche per non trovarvi un drink che v’intontisca. Lo spritz è nato come bevanda dissetante.
L’idea delle dosi, che potete variare in base al vostro gusto, sono le seguenti.
In un calice da vino, di solito è così che è servito lo spritz, prendiamo un esempio di cento grammi. Versate il 60 % di vino, 10 % di Aperol, completate con acqua gassata e guarnite con una fetta di arancia.

La riflessione.
Perché nessuno parla mai del vino, giacché questo è parte fondamentale e principale dello spritz?
Di fatto molti non si rendono conto che il vino che si usa fa la differenza.
In molti bar sfruttano questo drink per riciclare il vino rimasto, c’è chi usa il vino che sa di tappo che regolarmente si sente.
Vi indico qualche suggerimento sul vino legate alla ricetta classica quella con aggiunta di soda e ghiaccio.
Usate un buon Moscato d’Asti, meglio frizzante che spumante, se volete uno spritz morbido e profumato.
Preferite Prosecco Brut se volete un drink lievemente aromatico e che viri sul secco, mentre, lo stesso Prosecco in versione dry sarà più morbido ma sempre tendenzialmente secco.
Se volete uno spritz dal gusto mascolino usate vini come Pagadebit o Albana e per chi lo preferisce morbido e poco aromatico usate vini come Garganega o Inzolia.
Un’alternativa per chi ama complessità e morbidezza è di usare dei vini passiti o le vendemmie tardive. In questo caso aggiungete una lunga scorza di limone o cedro e assaporerete uno spritz di delicata dolcezza. Uno spritz costoso, per via dell’uso del passito, ma di sicuro carisma per i vostri amici.

Ricordate sempre: più vino e meno il resto. Se volete aggiungere Aperol o Campari non esagerate con le dosi. Del primo ne bastano 10 grammi su una dose di 100, mentre, il secondo 5 grammi vi cambieranno i connotati del drink. Sconsiglio sempre di usare il Campari.
Ci sono drink molto più interessanti, dove questo prodotto fa davvero la differenza e si può usare con soddisfazione.

Di seguito una tabella divisa per regione su quali vini fermi usare in base alla vostra area di appartenenza, così potrete dilettarvi a casa per fare uno spritz con i vini del vostro territorio.

Valle d’Aosta: Prié blanc, Müller Thurgau, Moscato bianco.

Liguria: Vermentino, Pigato, Bianchetta

Piemonte: Arneis, Favorita, Erbaluce.

Lombardia: Pinot Bianco e Grigio, Chardonnay, Riesling italico, Manzoni bianco.

Trentino Alto Adige: Müller Thurgau, Kerner, Nosiola, Traminer.

Veneto: Garganega, Vespaiola, Prosecco, Pinot grigio.

Friuli: Friulano, Pinot grigio, Verduzzo, Ribolla.

Emilia: Pignoletto Colli bolognesi, Ortrugo.

Romagna: Romagna Pagadebit, Rambela ferma e/o spumante, Rebola del Riminese, Albana, Trebbiano.

Toscana: Trebbiano toscano, Malvasia, Ansonica, Canaiolo bianco.

Marche: Passerina, Verdicchio annata, Incrocio Bruni, Maceratino.

Umbria: Trebbiano spoletino, Grechetto, Verdello, Malvasia bianca lunga.

Lazio: Malvasia puntinata, Bellone, Trebbiano giallo, Castelli Romani bianco.

Abruzzo: Trebbiano, Cococciola, Pecorino

Molise: Malvasia bianca, Manzoni bianco, Chardonnay, Moscato.

Campania: Fiano, Greco, Coda di Volpe, Manzoni bianco.

Puglia: Bombino bianco, Verdeca, Bianco d’Alessano.

Basilicata: Manzoni bianco, Malvasia b. della Basilicata, Moscato.

Calabria: Lamezia Bianco, Cirò bianco, Guardavalle
Malvasia bianca.

Sicilia: Inzolia, Catarratto, Grillo.

Sardegna: Vermentino, Nuragus, Moscato bianco.

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