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Quando il calice diventa amaro

31/07/2017

Sono sempre più i titolari di esercizi pubblici che si lamentano per la crisi. La gente non beve più dicono. Colpa della crisi e dell’etilometro.
Al di là della crisi, di sicuro qualcosa è cambiato e il pensiero va subito alle politiche dei prezzi e all’atteggiamento di molti esercenti. Il prezzo di un calice di vino costa 6/7 euro e sempre più spesso il vino proposto è pessimo.
In altre zone lo stesso vino costa al calice 3/4 euro. È sempre colpa della crisi?
I consumatori sono sempre meno sprovveduti, anche se qualcuno pensa ancora il contrario. Ed anche in materia vino fanno sempre più spesso valutazioni sul rapporto tra qualità e prezzo, tra prezzo e servizio e, ancora, tra costo e reale valore di un locale.
C’è chi giustifica il costo esoso di un calice di vino con il servizio.
Rimane il fatto, però, che il famigerato servizio consiste nel farti vedere il banco pieno di patatine, polentine, ritagli di pizzette rimaste dalle colazioni del mattino, olive un po’ ingrigite e per ultimo un po’ di affettato e qualche scheggia di formaggio. E purtroppo vedi in questi casi anche tanta gente che grufola sul banco del bar come fosse in un trogolo con la soddisfazione di chi ha fatto un affare.
I sette euro pagati per un “simil vino” non giustificano tutto questo.
Vini pessimi a caro prezzo e cibo stantio: è questa la crisi vera di molta ristorazione che dimostra di non essere nemmeno più capace di fare il lavoro di ricerca che dovrebbe per proporre sempre il meglio alla propria clientela.
Una professione meravigliosa dove la ricerca del buono è base fondamentale invece che affidarsi a distributori capestri che approfittano per rifilare il peggio saccheggiato magari nella disperazione di qualche cantina.
È il momento di prender atto della realtà. Il vino non ha costi aggiuntivi, non ha bisogno di nuova lavorazione come accade per le normali derrate alimentari, né possiamo definire il vino propriamente materiale deperibile. Ci sono vini che potete comprare a quattro euro e sono ottimi, perché c’è chi si ostina a rifilare porcherie?
Il vero servizio sapete qual è?
Dare agli avventori un buon calice di vino, pagarlo un prezzo onesto e offrire cose sfiziose solo quando il cliente lo desidera. Impariamo da quelli che danno la possibilità di gustare il vino senza rimpianti e voragini nel portafoglio.
Cosa spinge una persona ad andare in un posto rispetto un altro? L’idea di poter bere e mangiare qualcosa di unico, di trovare personale appassionato che spiega la scelta di un vino e di un cibo con un sorriso. Ci sono tanti locali, enoteche e ristoranti che sono una prova di tutto questo e guarda caso sono sempre pieni. Meditate gente…meditate.

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