Mondo vino

Il Franciacorta, ora tutti lo chiedono!

22/05/2016

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Eccoci qua, con la nuova moda, questa volta del “Franciacorta” vino spumante metodo classico che nasce in un’area della Lombardia in provincia di Brescia.
Un vino con le bolle, tanto per semplificare, che scimmiotta lo Champagne, come qualche presuntuoso spesso dice, ma che ultimamente molti chiedono nei bar perché ora, a quanto pare, è moda.
È curioso, però, notare come, in questo momento, ci sia anche richiesta di Franciacorta a basso prezzo da parte degli operatori perché oramai escludendo i versi ristoratori professionisti appassionati di vino, molti preferiscono cavalcare le mode e con esse anche il portafoglio dei clienti che devono spremere. Ed è ancor più curioso notare, per quanto terribilmente triste, come molti produttori “franciacortini” mettano in bottiglia vini di bassa qualità per soddisfare certe richieste. Inutile negarlo, ogni tanto si trovano bottiglie a un prezzo davvero preoccupante e tanto per essere chiari non pensiate che quel vino arrivi dalla Franciacorta.
Lasciando stare le solite polemiche di mercato che fanno rima spesso con l’ignoranza del consumatore, cerchiamo di capire cosa il Franciacorta è realmente visto che nel mondo spumante è una realtà che comincia ad attrarre l’attenzione di molti.
Mi rende felice notare che il consumatore si sia accorto di questo vino spumante.
Anche se c’è chi lo beve per moda e magari non distingue un vero metodo classico da un prosecco, poco importa perché almeno ora l’utente ha la possibilità di crescere. Magari si appassiona a questa nuova moda, trova un gestore che gli propone un Franciacorta di qualità e scopre un nuovo mondo. In quest’area, ci sono “metodo classico” che nulla hanno da invidiare agli Champagne. E poi, una volta per tutte, basta con questi Champagne, bevete italiano che è meglio.
La zona, è un’area in provincia di Brescia, 2800 ettari di vigneti su una zona delimitata a nord dal lago di Iseo, dal fiume Oglio e dai paesi di confine scendendo da San Pancrazio, Rovato, Ospitaletto e risalendo verso Cellatica e ritornando sul lago nominato sopra. Un fazzoletto di terra di origine glaciale, un anfiteatro morenico formatosi nelle ultime glaciazioni quando un ghiacciaio discese dalla val Camonica scavando il bacino dove oggi troviamo, appunto, il lago di Iseo e le sue colline.
Negli anni sono stati fatti diversi tipi di studi sui terreni fino a quando si è arrivati a una sorta di zonazione che ha distinto sei zone particolarmente vocate all’interno della stessa area in base alla tipologia di terreni e al microclima. Ogni area dona alle uve particolari caratteristiche che si rifletteranno poi nel vino.
A realizzare questo prodotto sono le uve di chardonnay, pinot nero e pinot bianco maturati a contatto con i lieviti per diverso tempo.
Spesso le cantine vanno oltre il disciplinare lasciando i vini a contatto con i lieviti per anni.
Senza dover per forza entrare nei particolari tecnici, va da sé che questo vino ha solo un problema: costa. Tutto sommato non costa nemmeno tanto se raffrontato con certi champagne soprattutto se facciamo un rapporto qualità prezzo ma di sicuro, se volete bere una buona bottiglia di Franciacorta, dovete per forza spendere almeno trenta euro in enoteca, ricarichi onesti permettendo. Si trovano anche bottiglie di “onesta beva” a 22 euro. Comunque sia, berrete un vino che nulla ha a che fare con certi frizzantini spacciati per Franciacorta in alcuni bar che assecondano le richieste della clientela senza preoccuparsi della qualità che sbicchierano salvo poi pretendere otto euro per un calice.
Il mio suggerimento, inoltre, è di andare in zona per visitare le cantine che là fanno storia.
Evitate i nomi blasonati perché vi tratteranno come i soliti turisti.
Andate dai piccoli, dagli artigiani, fate un giro anche nella zona appena fuori l’area docg e scoprirete piccole aziende che non possono fregiarsi della dicitura Franciacorta ma che hanno produzione stupende che potete comprare con pochi euro. Certi Franciacorta sono meglio di molti Champagne, non dimenticatelo.
Mi auguro che a breve arrivi anche la moda dello spumante metodo classico Oltrepò e magari del “Cruasé”, rosato che nessuno conosce.
Spero che la gente vada al bar e chieda uno spumante piemontese nominato “Alta Langa” o i meravigliosi metodo classici “Trento Doc” espressione trentina di tutto rispetto e, non ultimo, un sogno: vorrei vedere le persone andare al bar e chiedere un Prosecco di Valdobbiadene di qualità o magari una “Riva” e che lo rimandassero indietro qualora non corrispondesse ai parametri di pregio di questo vino.
Un sogno appunto.

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